Ep. 6
La scoperta del villanoviano
A metà dell’Ottocento, nei pressi di Bologna, furono scoperte numerose sepolture di una cultura originale, fino ad allora non ancora identificata. Le scoprì il conte Giovanni Gozzadini, prestigioso esponente della cultura locale e dell’archeologia, allora una disciplina ancora giovane. Il nome che diede a questa cultura materiale fu “Villanoviana”, dal nome della Villa Nova, la sua residenza di campagna in comune di Castenaso.



La cultura villanoviana, sviluppatasi tra il nono ed il settimo secolo avanti Cristo, è oggi ritenuta dalla maggior parte degli studiosi la più remota espressione della civiltà etrusca. È infatti presente in tutte le aree in cui si manifestò poi quest’ultima. Un’esperienza fondamentale per la definizione dell’identità culturale italiana: possiamo riconoscere la presenza dei più antichi etruschi dal Tirreno all’Adriatico, dalla Campania alla Pianura Padana. Il patrimonio archeologico villanoviano è conservato in molti dei musei presenti sul territorio Emiliano Romagnolo, poiché testimonianze di questa cultura sono presenti in gran parte della regione. Nella pianura padana gli insediamenti più importanti si ritrovano nell’area bolognese e sull’Adriatico, a Verucchio.
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